Le dimensioni della comunicazione

Nell’era del digitale, degli schermi piatti, della realtà virtuale sta riemergendo l’esigenza della profondità, del tatto. Pensate alle stampanti 3d, ai film multisensoriali, alla rinascita della robotica. Questi segnali sono importanti per capire che le dimensioni contano… eccome se contano!

Non possiamo marginalizzare la comunicazione digitale all’etere e agli schermi perché la comunicazione vuole profondità.

Come D.R. Pubblicità seguiamo la sintesi che concede di creare comunicazione con profondità attraverso strumenti digitali. Possiamo realizzare ogni tipo di gadget attraverso la stampa digitale, dai portachiavi alle targhe, dalle t shirt alla cancelleria.

Il risultato è un riassunto tra due esigenze: restare al passo coi tempi, utilizzando strumenti veloci e moderni. Mantenere la profondità attraverso la stampa su materiale tangibile.

 

 

 

Come facciamo a “dare forma alla comunicazione”?

Da qualche tempo utilizziamo questa frase… L’abbiamo scelta come motto perché traduce tutta la nostra attività quotidiana. Cosa intendiamo veramente quando diciamo che “diamo forma alla comunicazione”?

Ve lo spieghiamo in poche parole. Quando il cliente arriva da noi, ha un’idea, un progetto o semplicemente un’intenzione. Nel migliore dei casi arriva con un logo, una grafica già realizzata o semplicemente con un foglio scritto con degli appunti. Quando il cliente se ne va invece ha in mano qualcosa di concreto, un oggetto, dei vestiti, materiali per allestimento, tutto ciò che ha una forma e quindi una profondità.

Questo processo che potremmo definire quasi alchemico, delinea un passaggio essenziale tra l’andata e il ritorno. Oggi con l’idea, domani con la forma. 

Questo è il motivo che spinge ad andare avanti. Ci sentiamo parte di una piccola magia che trasforma in forme i pensieri, le idee.

 

 

Less is more. Come semplificare la comunicazione?

La nostra agenzia riceve quotidianamente decine di grafiche. Alcune sono pronte per essere stampate, necessitano di perfezionamenti, ridimensionamenti o piccole correzioni che ci aiutano nella stampa, altre invece hanno bisogno di un enorme lavoro di “restauro” per essere preparate prima di arrivare nelle mani del settore Produzione.

Questa situazione ci ha consentito di osservare il tipo di materiale grafico che circola e ci ha permesso, in questi ultimi anni, di giungere ad alcune brevi considerazioni che interesseranno anche te, nostro lettore.

1 – La grafica serve a comunicare

2- Un coordinato grafico confuso, male organizzato, non aiuta l’utente a capire il messaggio

3 – La ricchezza di informazioni non corrisponde alla chiarezza del messaggio

4- Siamo immersi dalla pubblicità e le nostre capacità di attenzione sono sempre più basse, non possiamo permetterci contenuti lunghi

Osservando i grandi marchi pubblicitari, i più famosi brand del mondo, ci accorgiamo di come l’imperativo categorico sia… “Less is more”, oppure “Less i better” ossia “meno è più”, “meno è meglio”.

Dobbiamo cominciare a scarnificare le nostre grafiche se le vogliamo rendere efficaci. Togliere tutto ciò che non è indispensabile e utilizzare il richiamo a un sito web oppure ai canali social e lì sì, poter inserire più informazioni.

Un gadget, una locandina, una t shirt o anche il semplice logo devono essere l’estrema sintesi del nostro messaggio.

Essere concisi, essere incisivi e se proprio non ce la facciamo… Affidiamoci a un grafico!

Avere un carattere ambizioso… Joahnn Gutenberg

Ha cambiato la storia del mondo. E’ l’ideatore di una delle invenzioni eccezionali che tutt’oggi incidono sulla nostra vita… Chi era e cosa ha fatto Joahnn Gutenberg?

Nato a Magonza, oggi Mainz, in Germania attorno al 1394, Gutenberg nasce in una famiglia di ricchi patrizi della città ed è probabile che da giovane abbia imparato il mestiere dell’orafo.

A seguito di alcune tensioni che scoppiarono tra le famiglie della città, in molti, compresa la famiglia di Gutenberg scelsero di spostarsi per andare nella vicina e più importante Strasburgo.

Qui Joahnn, in qualità di orafo produsse alcune eccezionali souvenir di alto valore, destinati ai pellegrini dell’epoca. Insegnò la sua arte e grazie ad essa diventò un uomo ricco e facoltoso, capace di attirare a se centinaia di apprendisti orafi.

Non contento del suo successo, cominciò segretamente ad eseguire degli esperimenti. Tenne tutto nella massima riservatezza perché non voleva che nessuno gli rubasse l’idea ma soprattutto perché, all’epoca, gli orafi che si dedicavano agli esperimenti erano in aria di eresia. Ricordiamo che siamo nel pieno dell’epoca delle persecuzioni dove l’Europa pullulava di alchimisti e fattucchieri ma soprattutto le città erano piene di venditori di fumo, disposti a qualsiasi finzione per guadagnare qualche moneta. Chi osava troppo nelle scienze, specie con pietre e minerali, veniva tacciato di paganesimo e stregoneria.

I suoi esperimenti erano destinati a trovare un modo più efficiente e veloce per stampare libri e fascicoli, usando dei caratteri mobili. Questa attività erano molto costose: per i caratteri Gutenberg sperimentò metalli e leghe diverse, la loro resistenza e il loro comportamento ad alte temperature.

Ritornato a Magonza Gutenberg cercò subito nuovi soci e finanziatori per l’apertura di una officina e per la realizzazione di un obbiettivo molto ambizioso: la stampa della Bibbia.

Per la realizzazione di questo gigantesco lavoro Gutenberg impiegò (e dovette pagare!) fino a 20 collaboratori che lavorarono nella sua officina al completamento del lavoro per tre anni. Questa Bibbia era composta da due volumi di ca. 300 fogli ciascuno (dimensione di un foglio: 21,1 cm x 15,1 cm, con 42 righe di testo) e fu stampata in 180 copie.

La vera portata dell’invenzione di Gutenberg si capì invece subito: alla fine del 1455 esistevano, in tutta l’Europa, solo due tipografie, quella di successo di Fust-Schöffer e quella molto più modesta di Gutenberg, entrambe a Magonza. Ma la nuova tecnologia della stampa si diffuse con una velocità impressionante: nel 1500, la tipografia di Gutenberg si era diffusa già in 270 città. In appena 50 anni vennero stampati più di 40.000 libri in ca. 10 milioni di copie. C’erano delle città con 30 o 40 tipografie, solo a Venezia se ne contavano addirittura 151. La più grande tipografia dell’epoca (di Anton Koberger) si trovava a Norimberga: nel 1480 ca. 100 collaboratori ci lavoravano, su 24 torchi. Una fabbrica così grande non era mai esistita prima.

Vesti forte. Che cos’è?

Vesti forte è un nuova linea di magliette ideata per tutti gli appassionati di arti marziali, da combattimento, per gli amanti del rugby e della pallanuoto. Un progetto in continua evoluzione con creatività auto prodotte, realizzate anche su richiesta.

Una linea “forte” per chi non teme gli sport dove il coraggio e la dedizione sono protagonisti. Nel mondo della noia e della sedentarietà portare in alto l’onore della tua disciplina, diventa un atto rivoluzionario.

Indossare le t shirt di Vesti forte vuol dire raccontare al mondo la tua passione con orgoglio.

Sfoglia sulla nostra pagina facebook tutte le creatività!

 

Indovina che differenza c’è

Di quale differenza parliamo? Di quella che fai te, scegliendo un prodotto di qualità, una maestranza, un disegno originale.
Tra un prodotto lavorato dall’altra parte del mondo ed una personalizzazione realizzata a due passi da casa tua ci passa di mezzo un oceano… Non solo geograficamente!

Noi, come tante altre attività italiane, radicati nei quartieri e nel mondo della produzione abbiamo fatto una scelta precisa… Diversificare la proposta, offrendo la possibilità a tutti i clienti, dal singolo passante ai grandi marchi, di costruire il proprio brand con prodotti di qualità, personalizzati da un team a disposizione, a due passi da casa.

Quali sono le differenze create da questa scelta?

1 – Conoscere direttamente chi realizza i tuoi prodotti (nel mondo del mercato globalizzato non è poca cosa)
2 – Toccare con mano i prodotti prima di acquistarli e/o personalizzarli
3 – Parlare con il responsabile produzione che può consigliarti quale materiale è più adatto per te
4 – Ricevere il materiale finito in tempi record
5 – Avere in un unico posto: grafico, produzione e distribuzione materiale. Ovvero avere un’unica attività referente che ti accompagna dall’idea al prodotto finito.

Ora non ti resta che vedere quali servizi offre la nostra attività!