Less is more. Come semplificare la comunicazione?

La nostra agenzia riceve quotidianamente decine di grafiche. Alcune sono pronte per essere stampate, necessitano di perfezionamenti, ridimensionamenti o piccole correzioni che ci aiutano nella stampa, altre invece hanno bisogno di un enorme lavoro di “restauro” per essere preparate prima di arrivare nelle mani del settore Produzione.

Questa situazione ci ha consentito di osservare il tipo di materiale grafico che circola e ci ha permesso, in questi ultimi anni, di giungere ad alcune brevi considerazioni che interesseranno anche te, nostro lettore.

1 – La grafica serve a comunicare

2- Un coordinato grafico confuso, male organizzato, non aiuta l’utente a capire il messaggio

3 – La ricchezza di informazioni non corrisponde alla chiarezza del messaggio

4- Siamo immersi dalla pubblicità e le nostre capacità di attenzione sono sempre più basse, non possiamo permetterci contenuti lunghi

Osservando i grandi marchi pubblicitari, i più famosi brand del mondo, ci accorgiamo di come l’imperativo categorico sia… “Less is more”, oppure “Less i better” ossia “meno è più”, “meno è meglio”.

Dobbiamo cominciare a scarnificare le nostre grafiche se le vogliamo rendere efficaci. Togliere tutto ciò che non è indispensabile e utilizzare il richiamo a un sito web oppure ai canali social e lì sì, poter inserire più informazioni.

Un gadget, una locandina, una t shirt o anche il semplice logo devono essere l’estrema sintesi del nostro messaggio.

Essere concisi, essere incisivi e se proprio non ce la facciamo… Affidiamoci a un grafico!

Avere un carattere ambizioso… Joahnn Gutenberg

Ha cambiato la storia del mondo. E’ l’ideatore di una delle invenzioni eccezionali che tutt’oggi incidono sulla nostra vita… Chi era e cosa ha fatto Joahnn Gutenberg?

Nato a Magonza, oggi Mainz, in Germania attorno al 1394, Gutenberg nasce in una famiglia di ricchi patrizi della città ed è probabile che da giovane abbia imparato il mestiere dell’orafo.

A seguito di alcune tensioni che scoppiarono tra le famiglie della città, in molti, compresa la famiglia di Gutenberg scelsero di spostarsi per andare nella vicina e più importante Strasburgo.

Qui Joahnn, in qualità di orafo produsse alcune eccezionali souvenir di alto valore, destinati ai pellegrini dell’epoca. Insegnò la sua arte e grazie ad essa diventò un uomo ricco e facoltoso, capace di attirare a se centinaia di apprendisti orafi.

Non contento del suo successo, cominciò segretamente ad eseguire degli esperimenti. Tenne tutto nella massima riservatezza perché non voleva che nessuno gli rubasse l’idea ma soprattutto perché, all’epoca, gli orafi che si dedicavano agli esperimenti erano in aria di eresia. Ricordiamo che siamo nel pieno dell’epoca delle persecuzioni dove l’Europa pullulava di alchimisti e fattucchieri ma soprattutto le città erano piene di venditori di fumo, disposti a qualsiasi finzione per guadagnare qualche moneta. Chi osava troppo nelle scienze, specie con pietre e minerali, veniva tacciato di paganesimo e stregoneria.

I suoi esperimenti erano destinati a trovare un modo più efficiente e veloce per stampare libri e fascicoli, usando dei caratteri mobili. Questa attività erano molto costose: per i caratteri Gutenberg sperimentò metalli e leghe diverse, la loro resistenza e il loro comportamento ad alte temperature.

Ritornato a Magonza Gutenberg cercò subito nuovi soci e finanziatori per l’apertura di una officina e per la realizzazione di un obbiettivo molto ambizioso: la stampa della Bibbia.

Per la realizzazione di questo gigantesco lavoro Gutenberg impiegò (e dovette pagare!) fino a 20 collaboratori che lavorarono nella sua officina al completamento del lavoro per tre anni. Questa Bibbia era composta da due volumi di ca. 300 fogli ciascuno (dimensione di un foglio: 21,1 cm x 15,1 cm, con 42 righe di testo) e fu stampata in 180 copie.

La vera portata dell’invenzione di Gutenberg si capì invece subito: alla fine del 1455 esistevano, in tutta l’Europa, solo due tipografie, quella di successo di Fust-Schöffer e quella molto più modesta di Gutenberg, entrambe a Magonza. Ma la nuova tecnologia della stampa si diffuse con una velocità impressionante: nel 1500, la tipografia di Gutenberg si era diffusa già in 270 città. In appena 50 anni vennero stampati più di 40.000 libri in ca. 10 milioni di copie. C’erano delle città con 30 o 40 tipografie, solo a Venezia se ne contavano addirittura 151. La più grande tipografia dell’epoca (di Anton Koberger) si trovava a Norimberga: nel 1480 ca. 100 collaboratori ci lavoravano, su 24 torchi. Una fabbrica così grande non era mai esistita prima.